21km - la distanza

giovedì 23 novembre 2017 - ore 11:33 PM

Centro benessere

Notte agitata, febbricitante. A seguire giornata con dolori alle ossa, occhi lacrimevoli, lenta processione a pedali.
Dopo pranzo sto un po' meglio, la sera riprocesso il percorso pedalando senza fretta. Decido di passare al campo a fare un saluto ma poi sarebbe anche peggio, a star fermi. Così mi cambio e ci provo. Gambe molli che però un po' alla volta si scaldano. Per fortuna Paolo sta girando tranquillo e mi unisco a lui a chiacchierare. Tempo pochi minuti e il bicipite femorale dostro comincia a mordere, un muscolo che in 3 giorni di pausa era stato zitto zitto e ore reclama il suo ruolo. Proseguo cauto e corro così 32', da 5 e qualche fino agli ultimi due km sui 4.30.
Sto benone, l'unica doccia che non piscia a spruzzo è miracolosamente calda.

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mercoledì 22 novembre 2017 - ore 8:14 PM

Ritorno alla distanza

La sveglia sarebbe alle 4:30, ma mezz'ora prima l'Infanta mugola e tanto vale alzarsi per stare.
Colazione con 3 fette 3 di torta all'anice e cacao, sfornata poche ore prima per allappare sensi altrimenti spenti, nel cuore della notte.
Nella penombra del cortile un piccione morto.
Lo scavalco ed esco, dove ad aspettarmi l'auto che mi porterà al pullman. Un'oretta e mezza dopo siamo al Bentegodi. Ci si cambia a bordo e le navette ci portano in centro. Il tempo di correre a pisciare su un albero fuori le mura (veramente non c'era altro) e poi veloci in griglia, dove siamo veramente tanti e c'è molta confusione. Il mio 1.31 dichiarato mi porrebbe nella griglia dei maratoneti da 3.40. Guadagno spudorato fila su fila fino ad arrivare dove oltre davvero non si può: poco dietro i palloncini dell'ora e trenta.
Primi 100m lentissimi, poi ci metto l'esperienza del quotidiano slalom ciclistico. Qua e là qualcuno cade ma non so come al primo km sono solo 4.21. Nulla è perso.
Dopo si comincia a correre bene, primi 3000 in 12.45. Raggiungo Domenico, non me ne accorgo ma è lui da dietro a farsi voce. Andiamo insieme. Bene. I palloncini 1.30 e 3.00 sono una sola cosa e stanno 20m avanti a noi. Tenerli a vista è sufficiente, ma Domenico comincia a mugugnare che stanno andando troppo veloci, poco sopra 4.10. Li seguo senza strafare, lui perde qualche metro e gradatamente si stacca, al momento spero non troppo. Io non ho fondo, per cui non ha senso rallentare, fino a che non faccio fatica sono secondi messi via. Secondo 3000 in 12.34.
Siamo da tempo lungo l'Adige, in senso contrario allo scorrere dele acque. Sponde alte e scoscese, nessuna protezione se non paletti di pietra ogni 10m. Roba da cascarci di corsa, figurarsi su ruote.
Terzo 3000 in 12.40, palloncini quasi raggiunti. Passo ai 10k in 42.16, 14" di vantaggio sulla tabella. A spugnaggi e ristori guadagno ogni volta metri sugli altri, quasi tutti intenti a prendere qualcosa, ma io la mezza da sempre la corro così, dritto per la strada senza distrazioni. Lasciamo il fiume e dopo qualche curva comincia un tratto che i pacer dicono essere in leggera costante salita; non la si percepisce.
Quarto 3000 che diventa un 4000, perché mi perdo il segnale stradale del km 12: 17.02, sempre dietro ai palloncini, condotti da Giuliano Battocletti. Vorrei farci due chiacchiere e felicitarmi per il presente, la corsa libera della figlia, ma non trovo mai il momento giusto e preferisco rimanere concentrato. Al km 14 un pensiero per l'ora in pista: passo in 59.10 dopo un 1000 da 4.06, con tratti in discesa. In certi giorni questo mi spaventerebbe, ma la strada aiuta, stiamo tornando in città e io sto andando là, tocca farlo.
Altri 2km in 8.31 e siamo al 16, l'Ora dei Diavoli. Mancano solo 5 ma una vocina mi dice di accontentarmi, quasi mi chiede di fermarmi. La corsa è meno sciolta ma riesco a far comandare le gambe, che in realtà vanno ancora, con il fiato veramente in controllo e la parte buona della testa che continua a ripetere che siamo in discesa.
Arrivo al 18 dopo 8.19, sto continuando a guadagnare. Adesso si va. Mollo i palloncini, che in realtà si son molto sfaldati e mi detto dietro un ragazzo alto dalla corsa leggera. Siamo sotto i 4.10 ma lo tengo facile. Rallenta e vado via, dicendogli di seguirmi, ma dopo poco svanisce. Davanti una trentina di metri una maglia gialloblu, ci vedo malissimo e non capisco chi sia, fino a che chiaramente si delinea Maurizio. Nessuna voglia di andare a prenderlo, ma la distanza si chiude un po' alla volta, naturalmente. Al km 20 lo affianco, soliti complimenti scambiati vado io vai tu che ne hai ma finisce che andiamo insieme. Adesso sono morto ma avanzo, i piedi che pestano duro, non ammortizzo più niente ma c'è un bel sole e non fa più troppo freddo. Il ponte sull'Adige sembra una montagna lastricata. La superiamo. Ultima salita prima dell'arrivo, imbocchiamo la discesa per mano fino a rischiare di capottarci sull'ultima curva secca e poi ecco i 100m finali davanti all'Arena.
Come ipotizzato nei frenetici calcoli dei minuti finali, riesco a stare sotto a 1.29, segnando 1.28.47 di realtime, ultimi 3097m in 12.46, 4.07/km di media. Roba da gente allenata, così come il negative split. Domenico poco oltre 1.31, ha tenuto in una giornata grigia.
Interminabile pomeriggio, tra pranzo in centro dopo il glorioso arrivo del maratoneta Girolamo, passeggio fino al Bentegodi e viaggio di ritorno tra uomini mediamente felici e distrutti.
Con 8 uscite a Settembre, 15 a Ottobre e 6 nella prima metà di Novembre, riesco a rimettere in carreggiata il mio contenitore e guardare negli occhi la distanza.

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giovedì 16 novembre 2017 - ore 10:19 PM

Pregara

Il più è fatto, manca un'unica uscita; c'è il 3000 del Corrigiuriati e a questo punto non mi serve a nulla, se corso forte.
Decido di andare a referto come passaggio per una distanza di prova del passo Verona, tra 4.15 e 4.20.
Dopo una decina di minuti di riscaldamento, si parte.
Chiuderei la gara in 12.55, grazie a un terzo km un po' accellerato per finire sotto a 13; continuo tranquillo, ma neppure poi tanto, visto che le Supernova non son proprio fatte per rilanciare in pista, con il primo freddo che fatica a far sciogliere le gambe.
Comunque sia gli ultimi km vanno più lisci, accompagnato a tratti dal Vignaiuolo (vincitore di tappa in 10.00) e gli ultimi 200m, aggiunti per chiudere il giro, corsi a 48" (sempra una sciocchezza), lasciano la certezza che cambiar passo è lì dietro l'angolo.
Partirò quindi per stare a cavallo dei 90 minuti.

4.21, 4.21, 4.12, 4.21, 4.22, 4.17, 4.15, 4.14, 48

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martedì 14 novembre 2017 - ore 9:40 PM

Varie fragranze

Oggi ho sentito il profumo dolciastro di un tabacco aromatizzato; ho camminato circa 50m e ne ho trovato il produttore, fermo a pippare. Capacità olfattive che ormai rasentano il paranormale.
Vediamone i polmoni.
Primo riscaldamento da casa al Campo; c'è nessuno a parte Valter e ci facciamo qualche giro insieme fino ad arrivare a 28'. A quel punto c'è solo Mauro, che però mi offre 2 opzioni entrambe potenzialmente dannose per il mio stato psicofisico, 15x400 oppure un 10.000 in progressione, parto a 4/km. Ciao.
Rimango quindi sui miei 800 recupero 400, per non fare troppo volume e nemmeno troppo veloce, con il tendine dell'anca che ancora un po' frigge, dopo le colline di domenica.
Escono così, faticosi, molto faticosi se penso che è il passo del 5000 in carrozza di settimana scorsa.
3.03 - 2.01
3.07 - 2.03
3.06 - 2.04
3.07 - 2.02
3.05
E buco pure il sesto, ma l'aria finalmente fredda è per ora inusuali ai miei polmoni (eccoli).
Dopo un paio di minuti mi accodo a Emilio che sta correndo dei 2000 sui 4.50 e faccio 4 giri con lui, concludendo 62' totali sulle gambe.

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giovedì 9 novembre 2017 - ore 10:29 PM

Fare terzo

Il 5000 serale del Corrigiuriati, una buona occasione per rilanciare i 3000 dei Sociali; in fondo basta aggiungere qualche giro ed è fatta.
Mi scaldo una decina di minuti, testa stanca ma gambe volenterose.
Mi accodo ai primi due, che sono ben più forti; tutti gli altri scompaiono dietro, ma sono pochi e non certo a tutta, per vari motivi.
Comunque sia mi concentro sul mio, riesco a correre allo stesso passo di Tommi e Maurizio che stan facendo i 2000 e questo basta, anche perché il crono non lo guardo.
Sono in buon controllo, stanchino solo a un giro dalla fine, riuscendo comunque a spingere in 1.23 i 400 finali.
Guardare il tempo è il momento meno sereno, perché leggo circa 30" più di quanto mi sarei immaginato.
Sono 19.32, divisi così
7.51 (2000), 3.56, 3.57, 3.48
Non dico che ne farei un altro, ma qualche 1000 magari sì; faccio qualche giro con Emilio fino a che si stufa e chiudo.

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martedì 7 novembre 2017 - ore 9:03 PM

Orgullo

La zanzara.
Ha piovuto due giorni e lei ce l'ha fatta. E sbuca verso le 4 del mattino. Alle 6 suona la sveglia e chiamano dall'altra stanza, che fa freddo e non si riesce a dormire. Alla fine alle 6.50 glorioso esco.
Giro 6 volte intorno al Poli, da 5.30 a 4.50 alla volta. Rientro che son passati i desiderati 40'.
Questo circumnavigare pesa, saranno le Rider che proprio no (devo smettere di usarle per senso di colpa verso i soldi versati) ma l'asfalto di primo mattino non è cosa per i miei tendini; non appena passo al tratto sterrato, comunque duro, raddoppio velocità ed energie. Basterebbe ci fossero 800m sterrati da qualche parte vicina, in questo maledetto plateau di avanzi di idrocarburi.
Dopo colazione via in bc, suona la canzone delle 8.57 sul telefono, l'orgoglio di una nazione sul falsopiano di Piazza Duomo, tiro come un ladro ed è bellissimo timbrare alle 8.59.

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domenica 5 novembre 2017 - ore 8:43 PM

Ombrello

Domenica finalmente pioggia, buco l'uscita di gruppo delle 8.30, momento in cui vento e pioggia sono oltre il mio buon senso, rimando e alle 12 il cielo si ferma.
Esco e oso, di girare il quartiere non se ne parla. Sono quasi fin troppo coperto, perché il vento s'è fermato e l'aria è ancora inspiegabilmente calda.
Prendo per il Forlanini; per fortuna appena uscito dalla città il vento torna a soffiare e rinfresca. Vago per il Parco, giro il laghetto di memoria familiare e rasanto il Bosco dei Faggi. Poi scavalco il Queensboro ed entro nei Territori di Monluè.
Ricomincia a piovere e il parco che si sta ampliando intorno alla chiesa è completamente cintato per lavori; dopo 1km lungo il Viale dell'Aviazione giro le scarpe e riaffronto il ponte. Da lì si rientra, aumentando il passo e spingendo proprio, sullo slancio della discesa dell'Ortica, fin sotto casa.
Ultimi 10' di 71 a 4/km, il resto credo sui 4.40-50.
Fanno circa 15km e un po'; bastano eccome, considerato poi che la pioggia riparte furibonda, lasciandomi il tempo al pomeriggio di fare un salto televisivo a New York per i ponti veri.

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giovedì 2 novembre 2017 - ore 10:22 PM

Volume

Il criterio dello scriteriato dice oggi di portare il 6x1000 di settimana scorsa al livello successivo, il 4x2000, visto l'avvicinarsi della gara di Cangrande.
Gli amici stanno finendo il loro che io mi scaldo, 10' che coincidono con il defa di Mauro, che almeno ho qualcuno con cui scambiare due parole. Poi parto.
Guardo il crono solo ai 1000 e corro, sereno, forte sulle gambe, senza mai spingere oltre.
Escono come volevo e mi lasciano pimpante.
Il recupero (mi ci sto affezionando) sono i 200m camminati in 2'.
8.05, 8.04, 8.02, 7.59

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martedì 31 ottobre 2017 - ore 4:25 PM

Prima dell'oculista

Sveglia alle 6, esco che son quasi le 7, solo per pudore.
Riciclo le Raider, che faranno mai ste ciabatte di male, per mezz'oretta.
Oltre andare e tornare completo 5 giri, da 5.35 a 4.50. Comincia a puzzarmi che siano solo 1050m, dovrò trovare il modo di misurarlo più seriamente.
Alla fine sono 35' che almeno consentono di evitare giovedì di partire freddo; la cosa bella di correre 3 a settimana è che i dolori dopocorsa sono un antico ricordo.

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sabato 28 ottobre 2017 - ore 6:02 PM

Piscina

Sabato mattina vado non vado vado non vado vado, o meglio l'idea di fare un po' di stretching aspettando il nenne nuotatore si tramuta in correre fino al lago, dopo aver quasi svegliato il Guardiano di Linate mostrandogli la tessera, per poi inventarmi un piccolo circuito.
Dura poco più di 2 minuti a giro, un vialetto di ghiaia a fondo cieco da fare avanti e indietro e poi dieci salti per gamba su una sponda di cemento vista lago.
Rientro alleggerito dopo 33', fiero in mezzo a genitori annoiati che spippolano lo schermo o attendono immaginandosi altrove.

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